mercoledì , 22 gennaio 2020

Anche ad Asti il Registro Comunale delle Unioni Civili

settembre 23, 2015 2:58 pm Leave a comment A+ / A-
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registro-unioni-civiliIl Consiglio Comunale di Asti nella seduta del 22/09 ha finalmente deliberato l’Istituzione del Registro delle Unioni Civili.

E’ stata una “battaglia” iniziata due anni fa dall’Ufficio Nuovi Diritti Cgil Asti quando fu consegnata al Sindaco Brignolo la bozza di proposta.

E’ un atto per lo più simbolico (il registro ha valenza entro i limiti del territorio comunale) ma che comunque consegna piena dignità alle coppie di fatto (etero o gay).

Asti così si aggiunge agli altri 300 Comuni italiani che già hanno adottato un simile provvedimento.

Mi auguro altresì che tale delibera possa servire da stimolo alla delicata discussione che si sta consumando a livello nazionale sul Disegno Di Legge Cirinnà sulle unioni civili nazionali per le coppie same sex.

Qui sotto trovate la delibera ed il regolamento comunale.

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Un ringraziamento particolare per l’instancabile lavoro ai consiglieri comunali Panirossi, Fassone, Aceto nonchè all’assessore Bagnadentro ed al Sindaco Brignolo.

Patrizio Onori- Responsabile Ufficio Nuovi Diritti Cgil Asti

Di seguito riportiamo comunicato stampa emesso dal Comune di Asti :

Coppie di fatto, approvato dal Consiglio comunale il Registro delle Unioni Civili
23-09-2015

Nella seduta di martedì 22 settembre il Consiglio comunale ha approvato il regolamento per l’istituzione ad Asti del Registro delle Unioni Civili.

La pratica ha ricevuto il voto favorevole di 18 consiglieri e cinque contrari.

Il regolamento è stato predisposto in linea con un ordine del giorno approvato a larga maggioranza nella seduta del 3 marzo scorso (22 a favore, uno contrario e un’ astensione).

“Le coppie che chiederanno l’iscrizione nel registro comunale delle Unioni Civili – dichiara l’Assessore ai Servizi Demografici Maria Bagnadentro – potranno finalmente vedere riconosciuta la loro dignità di coppia: la volontà è riconoscere quelle forme di legami affettivi che non si concretano o non si possono concretare nell’istituto del matrimonio ma che si denotano per una convivenza stabile e duratura”.

Il Comune può deliberare in tale materia, nell’ambito dei principi e delle regole fissate dalla legislazione statale, per i poteri ad esso attribuiti dal Decreto Legislativo 267/2000 “al fine di promuovere pari opportunità per le unioni di fatto, favorendone l’integrazione sociale e prevenendo ogni forma di disagio nonché di discriminazione fondata sull’orientamento sessuale”.

Il valore simbolico dell’iniziativa, analoghe sono state intraprese da numerosi Comuni, è di auspicio affinché si ponga fine a una lacuna legislativa. La Costituzione infatti nel riconoscere e sottolineare l’importanza della famiglia, non esclude affatto l’esistenza di convivenze nelle quali si realizza la personalità individuale, rimuovendo qualsiasi forma di discriminazione esistente e realizzando condizioni di pari opportunità e di uguaglianza tra persone di sesso diverso o dello stesso sesso.

Il profilo giuridico delle coppie di fatto è vago e confuso, perché i due partner condividono un progetto di vita, e quindi affetti e solidarietà, ma rischiano di vedersi negati diritti fondamentali, quali a titolo esemplificativo: il mancato riconoscimento dello status di parente nei casi di urgente necessità di tipo sanitario; il mancato accesso al sistema dei congedi dal lavoro per assistenza al partner; l’impossibilità di accedere alle prerogative previste dall’istituto della “famiglia”; in caso di maltrattamenti di un convivente nei confronti del partner non si configura il reato di maltrattamenti in famiglia; se cessa la convivenza, solo il proprietario o l’intestatario del contratto d’affitto ha diritto a restare nell’abitazione.

“Il Registro delle unioni civili – precisa l’Assessore Maria Bagnadentro – non interferisce in alcun modo con la vigente disciplina normativa in materia anagrafica e di stato civile, con il diritto di famiglia e con altra normativa di tipo civilistico riservata allo Stato, così come con le competenze amministrative di qualunque altra Pubblica Amministrazione”.

Il Registro sarà accompagnato dal “Regolamento per il riconoscimento delle unioni civili” che definirà, le modalità di iscrizione e cancellazione dal Registro che sarà riservata a persone maggiorenni che ne facciano richiesta, di sesso diverso o dello stesso sesso, legate da vincolo affettivo, coabitanti ed aventi dimora abituale nel Comune di Asti.

La Corte costituzionale ha dal canto suo contribuito ad ampliare il concetto tradizionale di famiglia come formazione sociale “tra cui annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri” (sentenza n. 138 del 2010).

“I conviventi in stabile relazione di fatto – si trattava in quel caso di una coppia omosessuale – sono titolari del diritto alla “vita familiare”, del diritto inviolabile di vivere liberamente la loro condizione di coppia e, in specifiche situazioni, del diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata, che possono far valere dinanzi all’autorità giurisdizionale” (sentenza del 15 marzo 2012, n. 4184).

Alla approvazione dell’istituzione del Registro delle Unioni Civili seguiranno azioni concrete volte sia ad evitare ogni discriminazione verso le coppie di fatto, anche omosessuali, sia a sostenere campagne di sensibilizzazione atte a favorire il rispetto della dignità degli individui, indipendentemente dall’orientamento sessuale, nell’espressione autentica della personalità, anche nelle formazioni sociali legate da vincolo affettivo, predisponendo un attento controllo di atti e documenti amministrativi finalizzato alla rimozione di eventuali discriminazione verso le coppie di fatto e a tenere in considerazione l’esistenza di questa forma di vincolo affettivo per le future redazioni.

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