Abbiamo appreso con sdegno dell’ignobile attacco verbale omofobo subito da Patrizio Onori e dal suo compagno ad Asti nei giorni scorsi. Patrizio è un amico ed un compagno di tante battaglie e come Fisac CGIL di Asti condanniamo durante quanto accaduto oltre ad esprimere a lui e suo marito la nostra piena solidarietà e vicinanza.
Ciò che è successo non è che la punta di un iceberg rispetto a quello che viviamo oggi nella nostra società. Patrizio è un’attivista di grande esperienza e sa quanto sia importante denunciare questi episodi ma molte altre violenze restano nell’ombra o peggio ancora si realizzano con l’approvazione dei sistemi culturali in cui viviamo. Appare sempre più evidente che siamo nel mezzo di una deriva pericolosa, spesso nel silenzio assordante delle istituzioni se non peggio quando sono le stesse istituzioni ad alimentare un clima di odio.
Non dobbiamo e non possiamo sottovalutare le parole. Come ci ha ricordato spesso Michela Murgia, le parole sono atti, non sono mai innocue: possono costruire o distruggere, includere o escludere, proteggere o ferire. Quando si usano parole offensive o discriminatorie, non si sta semplicemente “parlando”: si agisce, si perpetua un sistema di disuguaglianza e di violenza simbolica. Ecco perché è importante che ognuno di noi faccia la propria parte e continui ad agire con le parole e con i fatti esprimendo con coraggio e fermezza valori inclusivi e solidali.
Asti, 22 luglio 2025
Fisac CGIL Asti

















