Quello che sta accadendo a Gaza e nel resto della Cisgiordania è un crimine ormai riconosciuto dal diritto internazionale e che pare senza fine. Vi è un chiaro responsabile per quello che sta accadendo ed è il Governo israeliano. Come però è stato sottolineato da un recente rapporto (luglio 25) della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati (Francesca Albanese), le imprese hanno avuto ed hanno un ruolo determinante nei progetti di occupazione israeliani fornendo risorse, infrastrutture, tecnologie e legittimazione economica agli illegittimi processi di espansione e dominio territoriale di Israele su Gaza e sulla Cisgiordania. Riteniamo che, in un contesto così drammatico, sia doveroso da parte di ogni soggetto economico e istituzionale assumere una posizione chiara e responsabile e per questo motivo oggi abbiamo richiesto che la Banca interrompa eventuali contratti in essere con aziende israeliane che non dimostrino in modo concreto e pubblico di opporsi alle azioni militari in corso e di sostenere attivamente il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale.
Questa richiesta nasce da un principio etico e di responsabilità sociale che riteniamo debba guidare le scelte economiche e commerciali, soprattutto in momenti di grave crisi umanitaria. Principi etici e di rispetto dei diritti di terzi richiamati anche nel “Codice Etico del Gruppo” nella specifica sezione dedicata ai rapporti con i Fornitori.
Un caro saluto
Fisac CGIL Banca di Asti
Asti, 08/08/2025

















