martedì , 23 aprile 2019

Carta universale dei diritti del lavoro

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© Marco Merlini / Cgil Roma 18 gennaio 2016 Piazza dei Cinquecento Conferenza stampa del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso per presentare la Carta dei Diritti Universali del Lavoro, ovvero un nuovo Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori.

E’ una raccolta di norme destinate a tutto il mondo del lavoro, subordinato e autonomo che, dopo una consultazione straordinaria delle iscritte e degli iscritti alla Cgil, sarà oggetto di una raccolta di firme per la presentazione della stessa in Parlamento come Legge di iniziativa popolare.

Abbiamo bisogno – ha spiegato Camusso – di avere tutti la forza di reagire a una stagione che ha generato un po’ di rassegnazione. Servono forza ed energia per questo abbiamo pensato alla consultazione interna tra gli iscritti della Cgil, anche per preparare la mobilitazione necessaria“.

Il nuovo Statuto vuole innovare gli strumenti contrattuali preservando quei diritti fondamentali che devono essere riconosciuti ed estesi a tutti, senza distinzione, indipendentemente dalla tipologia lavorativa o contrattuale, perché inderogabili e universali. “Parliamo all’insieme del mondo del lavoro – ha sottolineato Camusso -: ai lavoratori dipendenti, a tempo indeterminato o meno, pubblici e privati, ai precari in tutte le varie forme, e al mondo del lavoro autonomo. Non si è mai costruita una operazione con queste caratteristiche e per questo la consideriamo una grande sfida di ricostruzione di un profilo di valore del lavoro“.

Diritti che vanno dal compenso equo e proporzionato alla libertà di espressione, dal diritto alla sicurezza al diritto al riposo, ma anche alle pari opportunità e alla formazione permanente, un aggiornamento costante di saperi e competenze. Per ricostruire un diritto del lavoro a tutela della parte più debole nel rapporto di lavoro.

La “sfida” che la Cgil lancia oggi, ha concluso il segretario generale “è quella di proporre il lavoro come punto di creazione della ricchezza del nostro Paese, ma anche come punto di vita dignitoso delle persone”.

Ecco una sintesi della “Carta”:

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