giovedì , 20 giugno 2019

Crasti. Cosa è cambiato?

(Il Grande Bluff)

dicembre 4, 2018 4:42 pm Leave a comment A+ / A-
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Eh sì, questa è una domanda quasi ossessiva che risuona nelle nostre teste da almeno un mese!

Cosa è cambiato rispetto al comunicato del 23/10/2018 firmato da tutte le Organizzazioni Sindacali Aziendali?

In quel comunicato, in modo chiaro ed inequivocabile, tutte le Organizzazioni Sindacali, vista l’assenza di risposte “vere” da parte dell’Azienda in merito alla riorganizzazione del personale nell’area di Alba-Cuneo, davano corso agli impegni presi con i colleghi nell’assemblea sindacale del 05/10.

In quell’assemblea partecipatissima, praticamente all’unanimità, quei colleghi hanno consegnato un mandato forte alle Organizzazioni Sindacali: lo sciopero degli straordinari!

Poi però improvvisamente qualcosa accade in “casa” FABI, FIRST/CISL e UILCA. Fulminate sulla via di Damasco (o forse nell’Ufficio di Falletto!) cambiano idea! “Non serve più lo sciopero”, “l’Azienda saprà dare soluzioni concrete”, queste le frasi che ci sentiamo dire dai “leaders massimi” (alcuni magicamente redivivi) di quelle Organizzazioni Sindacali.

Ebbene le soluzioni messe sul piatto dall’Azienda sono:

  • Nuova gestione dei sospesi di filiale;
  • Efficientamento gestione attività antiriciclaggio;
  • Creazione task force per supporto operativo in tema di Firma Elettronica Avanzata;
  • Filiale On line;
  • Accentramento ricerche documentali.

Non possiamo entrare nel merito di soluzioni tecniche ed organizzative che non conosciamo ma siamo sicuri che si tratti di interventi che, nel breve e medio termine, non saranno in grado di risolvere la sofferenza di personale. In estrema sintesi, non ci consentiranno di andare a casa prima dall’ufficio.

Per la Fisac tutto questo è l’ennesimo “bluff” che l’Azienda mette in atto per sparare semplice e banale “fumo negli occhi”.

Cari colleghi, chiunque sostenga che quelle soluzioni saranno efficaci e risolveranno il problema creato dalla riorganizzazione di quell’area, o ha un quoziente intellettivo bassissimo o è in cattiva fede (noi propendiamo per il secondo caso). Ci spiace che gli amici dell’UNISIN, con cui in questa vicenda abbiamo avuto un’ottima sintonia, abbiano deciso di capitolare in questo modo.

A noi non piace prendere in giro i colleghi, non lo abbiamo mai fatto e non inizieremo certo ora.

Il mandato di quell’assemblea era chiaro e noi lo rispetteremo! Non solo, in questa sede, in modo ufficiale, chiediamo anche A FABI, FIRST/CISL, UILCA e UNISIN di tornare sui loro passi e rispettare quello che hanno chiesto così tanti colleghi. La democrazia partecipata non può essere un valore da sventolare solo quando fa comodo!

Come FISAC, in questa vicenda, abbiamo sbagliato a riporre la nostra fiducia, sia nei confronti delle altre sigle (che pensavamo non tradissero il mandato raccolto unitariamente in assemblea), sia nei confronti dell’azienda (nel darle un’altra possibilità di trattativa revocando lo sciopero del 23/11/2018). Ce ne prendiamo tutte le responsabilità.

Ma proprio perché ci riteniamo responsabili, facciamo tesoro delle brutte esperienze.

Cari colleghi il Vostro mandato sarà rispettato, noi non amiamo prendere in giro i colleghi che rappresentiamo.

Siamo sicuri che lo apprezzerete e darete tutto il vostro aiuto nel sostenere il nostro percorso!

A breve vi daremo tutte le informazioni necessarie per lo stato di mobilitazione propedeutico alla proclamazione dello sciopero.

Asti, 03-12-2018                     RSA FISAC CGIL C.R.ASTI

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