venerdì , 18 ottobre 2019

Unicredit, riorganizzazione vera o gattopardesca?

dicembre 22, 2016 2:48 pm Leave a comment A+ / A-
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gattopardo-animaleIn data odierna si è svolto il primo incontro sulla riorganizzazione della Banca che sta all’interno del complessivo Piano Industriale presentato il 13/12 u. s..
La delegazione aziendale, della quale facevano parte i sig. Ciri e Ciccarelli, ha illustrato la nuova struttura della banca che non prevede alcuna modifica per il Private e la conferma delle 7 Region attualmente esistenti. Queste assumono un modello organizzativo diviso e distinto tra Retail e Corporate, “divisioni” con a capo un Responsabile a diretto riporto del Regionale Manager.

Nel Retail, con il superamento dei distretti che vengono del tutto eliminati, sono previste 140 Aree di cui, a seconda della complessità della struttura, 41 saranno classificate “top” e 99 “standard”. Sono previste inoltre due Aree Pegno, una a Roma per il Centro Nord e una a Palermo per il Sud e la Sicilia.

In ogni Area Retail vengono individuati:

  • un‘ Area Manager, con facoltà di pricing, ma privo di deleghe creditizie, un vice Area Manager, privo di deleghe, e addetti retail a supporto dell’Area Manager;
  • un Presidio Amministrativo al cui responsabile, che sostituisce il Rod, rispondono direttamente i colleghi addetti al servizio;
  • un Centro Business First, per le aziende con fatturato inferiore ai 5 milioni, nel quale è previsto, oltre al Direttore, un Coordinatore solo nel caso in cui siano presenti più di 10 gestori;
  • le agenzie, distinte tra fascia A e B non sulla base delle dimensioni, ma delle deleghe creditizie. Vengono superati gli sportelli commerciali che torneranno ad essere classificati come agenzie. Gli sportelli senza responsabile (162) e quelli definiti flex (99) continueranno a dipendere gerarchicamente e funzionalmente dalle agenzie di riferimento. Oggi le agenzie/sportelli sono complessivamente 3050, entro il 2019 arriveranno a 2400.Il Consulente First torna a dipendere gerarchicamente dal Direttore dell‘ Agenzia presso la quale è collocato, ma continuerà a seguire i clienti residui del proprio portafoglio con conto radicato presso altre strutture.

In questa fase né i Consulenti First né i Consulenti Business First saranno oggetto di riportafogliazione. All’interno delle Region sarà presente un settore Business Management, a cui faranno capo i Centri Mutui privati e imprese e UniCredit Subito Mutui.

Nel Corporate, sul quale invece la riportafogliazione verrà realizzata, si prevede l’istituzione di:

  • 51 Aree Corporate, di cui 26 definite “Top” (con clientela da 25 a 350 MLN di fatturato) e 25 ”standard” (da 5 a 25 MLN), nelle quali sarà presente un’ Area Manager e, in quasi tutte, due Vice Area Manager;
  • 5 Aree Large Corporate (imprese con fatturato superiore a 350 MLN), in corrispondenza di 5 Region (non saranno previste nelle Region Sud e Sicilia), ove saranno presenti un’ Area Manager e un Vice Area Manager ogni 5 gestori;
  • 7 Aree Real Estate, per le quali nulla cambia;
  • 7 Aree Public Sector, nelle quali viene istituita la nuova figura del Vice Area Manager.Le 17 filiali operative vengono confermate.

Lo Special Network, invariato nella struttura, uscirà dalla Region per dipendere direttamente dai Co-Head Italy, Andrea Casini e Giovanni Ronca.

Il nuovo modello di servizio entrerà in vigore dal prossimo mese di marzo.

L’informativa fornita dall’Azienda è stata alquanto approssimativa e del tutto carente per quanto riguarda l’impatto della ristrutturazione sul personale.
Nonostante le nostre numerose domande, non è risultato affatto chiaro quanto e come le nuove strutture e le nuove figure riassorbiranno i colleghi che attualmente ricoprono ruoli in fase di superamento e rivisitazione, quali, ad esempio, DDD, VDD, ROD, RCC, RC e HR.

Di certo possiamo affermare che la nuova organizzazione sancisce il superamento del Progetto OPEN, sul quale, sin dall’inizio, avevamo espresso – del tutto inascoltati – perplessità e forti critiche.
Prendiamo atto che la nuova struttura recepisce, in parte, la nostra richiesta di semplificazione dei processi, sulla cui reale efficacia, però, anche alla luce di recenti esperienze, ci riserviamo una valutazione più approfondita e compiuta a seguito dei prossimi incontri, sia centrali che periferici.

Naturalmente tutti auspichiamo che gli interventi annunciati, e gli altri che arriveranno, possano risolvere i problemi ormai endemici che i precedenti Piani hanno lasciato intatti.

Oggi, però, sorge spontanea una domanda:

Sarà una riorganizzazione capace davvero di semplificare la banca, renderla più efficiente e vicina al cliente, oltre che più vivibile per i lavoratori, oppure sarà l’ennesima riorganizzazione che cambia tutto per non cambiare nulla?

Saranno i fatti a dimostrarlo. E’ certo che sull’efficacia della riorganizzazione della banca si gioca buona parte della riuscita del nuovo Piano Industriale.

Milano 20 dicembre 2016

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